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Ho vuto la fortuna di poter sperimentare vari tipi di Teatro da quello di Strada a quello di Prosa,

dalla Commedia dell'Arte al Teatro-Danza, dal Teatro di Figura a quello del Living,

dal Teatro dell'Oppresso alla Giulleria, dal Clown al Mimo ...

fino al poter essere coinvolto anche in semplici cortometraggi ....

e grazie alla mia piccola esperienza posso onestamente e personalmente riconoscere che ...

Il Teatro è un fantastico strumento non soltanto di realizzazione scenica ma anche di "lavoro" su se stessi.

 

Le tre fasi che costruiscono il "gioco" teatrale e cioè studio, preparazione e realizzazione sono tutte allo stesso pari importantissime (anche se prese in maniera disgiunta) e se è vero che un attore possa usufruire di più tempo, rispetto allo spettatore, per realizzare la "trasmutazione" è altrettanto vero che nel momento stesso della messa in scena i tempi si equiparano e come parte di un unico essere, attore e spettatore, si ritrovano uniti nella Poesia .

 

Come succede nella vita di tutti i giorni ad ognuno di noi tra sogno e realtà in un luogo non luogo attore e spettatore si uniscono e dialogano attraverso la trasformazione "alchemico-scenica".

 

Teatro può essere un palco, una piazza, una battaglia, un convivio e la vita stessa.

Ovunque il nostro interesse poggi la sua attenzione si accendo i riflettori e a seconda degli occhi che guardano tutto si mostra e si cela al contempo .

 

Teatro non è soltanto un luogo fisico fatto di mattoni e legno ma anche di corpi, emozioni  e cellule che, talvolta onde talvolta particelle, danzano tra conscio e inconscio. 

 

" Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni " 

William Shakespeare

 

 

Usualmente si divide e cataloga per genere ogni cosa e anche il teatro non poteva sfuggire a questa pratica.  Living Theatre e Teatro dell' Oppresso, come altri di meno spessore e fama, sono stati riconosciuti ed etichettati come "Teatro Sociale" , ma se il Teatro è una forma espressiva dell'essere umano, e quindi una dichiarazione e dialogo, come non potrebbe essere tutto il "Teatro" una forma di socializzazione ? La Commedia dell'Arte molti anni fa ebbe la stessa funzione.

Autori, registi, attori, tecnici e pubblico compreso grazie al Teatro, in ogni sua fase o forma, riescono a socializzare con se stessi e con gli altri in un modo completo e semplice.

 

Pensiamo ad un semplice spettacolo di clownerie in Piazza dove l'attore ha dovuto socializzare con i suoi limiti e le sue abilità, con le sue visioni e sensazioni da voler mostrare e trasmettere e dove ogni spettatore a fianco di altri spettatori (nella maggior parte dei casi dei veri sconosciuti) si meraviglia, emoziona e ride. In un gioco di sguardi, risate e gesta di complicità.

 

 

L'essere umano inevitabilmente ha bisogno di socializzare, ha bisogno di esprimersi, di mostrarsi, di cimentarsi, di riconoscersi, di comunicare, di dire e talvolta urlare al mondo quanto sta vivendo ...

 

... e se la parola o il grido non ri-esce ad uscire . . .

altro di lui inevitabilmente continuerà a farlo.

Ogni espressione artistica

e

quindi Umana

nasce dall' esigenza,

da un qualcosa che deve e vuole uscire,

da una voglia irrefrenabile

di mostrarsi ,

di confrontarsi ,

e comunicare .


Il Teatro è prezioso ed utile in ogni sua forma ed offre quella possibilità gentile ed onirica di distacco e rispecchio al stesso tempo.

 

Prezioso e utile crogiolo di trasformazione in ogni sua forma e fase (nessuna esclusa) attraverso cui ritrovarsi, riconoscersi e reinventarsi.

 

 

Il Teatro di Pippo Delbono è un esempio presente e potente dei nostri giorni, un Teatro mai uguale a se stesso che ci accarezza e al tempo stesso ci schiaffeggia, un Teatro completo mai consolatorio e talvolta disarmante per la sua crudezza e bellezza, un Teatro vissuto e mai dimostrato nel quale realmente sogno e realtà diventano un tutt'uno e ci rigenerano, rigenerando la vita stessa.

 

 

Viviamo in giorni in cui Arte è considerata tale

soltanto se

ben quotata e pagata.

 

Viviamo giorni in cui sentire dire Arte di emergenza fa venire a mente un ambulanza piena di quadri piuttosto che una colorata isola caraibica emersa dalle acque.

 

Viviamo in giorni in cui l'esigenza è messa, come la polvere, sotto il tappeto

e al conoscere e comprendere preferiamo il distogliere.

 

Viviamo in giorni in cui il delegare la propria vita, i propri sentimenti e decisioni

prevale

al prendersi cura di se .

 

 

"Viviamo strani giorni"

canta Battiato ...

 

 

ma

l' Essere Umano è Teatro

e

ne potremo

sempre e comunque godere

in ogni sua sana e artistica

fase e forma

perché

come la fisica di questi giorni

ci insegna

"il diavolo fa le pentole ma non i coperchi"

 

 


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